DAL 2022 OBBLIGO DI ACCETTAZIONE PAGAMENTI TRAMITE POS

PAGAMENTI TRAMITE POS

Rientra tra le misure volte a contrastare l’evasione fiscale, e si affianca alla nuova riduzione del limite per l’uso del contante, la novità approvata nel corso dell’iter di conversione in legge del decreto n. 152/2021.

A partire dal 1° gennaio 2022, alla “mancata accettazione” di pagamenti, di qualsiasi importo, tramite carte di pagamento, anche da parte dei liberi professionisti, si applicherà la sanzione amministrativa di 30 euro aumentati del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento.

A prevederlo è un emendamento al DL 152/2021 approvato dalla Commissione Bilancio della Camera nell’iter di conversione in legge, che disciplina l’introduzione di un nuovo art. 19-bis rubricato “Sanzioni per la mancata accettazione di pagamenti effettuati con carte di debito e credito”.

La condotta sanzionata quindi non è quella di non munirsi di un POS per consentire il pagamento elettronico, ma la mancata accettazione di tale pagamento.

Si ricorda che i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, “anche professionali”, avrebbero dovuto da tempo accettare pagamenti attraverso “carte di debito e carte di credito”.

La legge prevede infatti il POS obbligatorio per attività commerciali e liberi professionisti, nello specifico per:

  • negozi e attività commerciali
  • artigiani
  • bar, pizzerie, ristoranti e altre attività di ristorazione
  • liberi professionisti che esercitano in proprio e hanno un rapporto diretto con il cliente ( tassisti, avvocati, parrucchieri, commercialisti, terapisti)
  • Hotel, B&B, agriturismi e altre attività ricettive

Anche i lavoratori autonomi e i liberi professionisti come psicologi, avvocati, parrucchieri, idraulici, quindi, sono tenuti ad avere il POS.

All’accertamento delle violazioni sono chiamati a provvedere gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria. L’autorità competente a ricevere il rapporto relativo alle violazioni in questione è il Prefetto del territorio nel quale le stesse hanno avuto luogo.

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